• Dott.ssa Sabrina Cassottana - Psicologa - Chiavari
    LE TRE MACROAREE DI ATTIVITÀ

  • PSICOLOGIA

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    CHE COSA SUCCEDE DALLO PSICOLOGO? Il primo colloquio è un'occasione di reciproca conoscenza in cui si cerca di inquadrare sommariamente il problema e di contestualizzarlo nell'ambiente familiare, lavorativo e relazionale della persona. Nel caso in cui emergessero immediatamente aspetti o richieste di competenza di altre figure professionali, si considera la possibilità di un invio o un consulto con un altro professionista per poter agire direttamente sulla causa del disturbo. Al termine del primo colloquio la persona è invitata a riflettere sul clima percepito durante la seduta, per capire se sia possibile o meno cominciare un percorso terapeutico assieme. In seguito, parte un ciclo di valutazione di quattro/sei sedute che lavora su due livelli: a livello informativo aiuta a comprendere più dettagliatamente la persona e il suo problema, a livello relazionale vengono poste le basi dell'alleanza terapeutica. Dopo la fase di valutazione, comincia l'intervento psicologico vero e proprio, diverso da persona a persona sia negli obiettivi, sia nelle tempistiche e sia nelle modalità.


    COME FUNZIONA? Dopo un primo colloquio di reciproca conoscenza, si prevede un ciclo di quattro incontri di valutazione, necessari per comprendere se la persona ha necessità di un percorso psicologico, psicoterapeutico o di una consulenza psichiatrica. Nel primo caso, al termine del processo di valutazione si concordano insieme le modalità con cui impostare l'intervento di sostegno (cadenza delle sedute, durata, costi, ecc.). Se, invece, fosse necessario un approccio psicoterapeutico o psichiatrico, si procederebbe con un invio al professionista adatto al caso.


    A CHI SI RIVOLGE Il percorso psicologico si rivolge a chi sperimenta un disagio relazionale o una sofferenza emotiva e, pertanto, desidera comprendere ed agire sulle cause che hanno determinato le difficoltà attuali. I processi di crescita personale permettono di accrescere la propria autostima, migliorare le proprie competenze sociali, esprimere al meglio le proprie potenzialità, superare blocchi emotivi, gestire le proprie emozioni...


    AREE DI INTERVENTO Crescita personale (autostima, autoefficacia, assertività, comunicazione efficace, intelligenza emotiva, ...) / Benessere individuale e relazionale (indipendenza emotiva, problematiche relazionali, separazione e divorzio, relazioni genitori-figli, dinamiche familiari, ...) / Benessere lavorativo (stress, assertività, rapporti conflittuali, espressione costruttiva delle emozioni, orientamento lavorativo, ...) / Benessere scolastico (ansia da esami, rifiuto scolastico, disagio adolescenziale, gestione dell'aggressività, ...)

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    COUNSELING

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    CENNI STORICI Nato in America all'inizio del secolo scorso, solo nell'ottobre 2013, l'Assemblea Nazionale FAIP COUNSELING descrive il Counseling come "una professione in grado di favorire lo sviluppo delle potenzialità, qualità e risorse di individui, gruppi e organizzazioni.” Si sviluppa sotto l'influsso di molte correnti culturali diverse, riconducibili principalmente a: 

    - Orientamento professionale, incentrato sullo studio dei processi decisionali; 

    - Psicologia Umanistica, che, in contrasto con la visione meccanicistica e riduzionista dell'animo umano tipica del Comportamentismo, rimette al centro l'Uomo e le sue potenzialità grazie a Carl Rogers e Rollo May; 

    - Psicologia del benessere, dato che nel 1963 si riconosce l'esigenza di ristrutturare i servizi psichiatrici e ne consegue un cambiamento epocale, passando da un modello centrato sulla malattia ad uno orientato alla salute dell’individuo. 

    Il Counseling si definisce, quindi, come una relazione di aiuto NON terapeutica, basata sull'empatia e sull'ascolto attivo, utile nel momento in cui si renda necessario indagare le cause di una specifica situazione problematica. Il Counseling non si occupa di interventi terapeutici mirati a ristrutturare la personalità individuale, ma si propone di recuperare e (ri)attivare le risorse interne, già presenti in ciascuno di noi.


    AREE DI INTERVENTO Orientamento scolastico / Orientamento professionale / Comunicazione efficace / Autostima e autoefficacia / Problem solving / Processi decisionali / Sportello di ascolto scolastico e aziendale / Attivazione del proprio potenziale creativo

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    TECNICHE ESPRESSIVE

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    CHE COSA SONO Le tecniche espressive sono strumenti utilizzati per aiutare la persona a dare forma e voce alle proprie emozioni utilizzando linguaggi diversi, modi alternativi di comunicare che vanno oltre la parola.. e la Psicologia interviene a comprendere le dinamiche che si attivano nell'osservazione e nell'interpretazione della realtà a causa dei vissuti personali. La valenza terapeutica intrinseca dell'espressione artistica risiede nella sua capacità di aiutare a liberare le tensioni, i conflitti latenti, le resistenze e i contenuti emotivi più difficili da esprimere in modo libero e costruttivo, ma, soprattutto, nella capacità di fare emergere pienamente le potenzialità e l’unicità dell’individuo.


    CHE COSA SI FA Una seduta-tipo di attività psicoespressive si delinea attraverso tre fasi successive: un momento di apertura, con alcuni esercizi di riscaldamento che permettano all’individuo di percepire l’entrata nella dimensione protetta del laboratorio; la fase centrale di esplorazione di diverse tematiche e proposte espressive; la fase conclusiva, durante la quale si condividono i vissuti e le impressioni derivanti dalle attività e si chiude poi con un saluto rituale. Ogni incontro viene costruito a partire da una tematica specifica (es.: il contatto, la rabbia, la gioia, i quattro elementi, i ricordi, le risorse e le potenzialità personali, ...), nel rispetto delle dinamiche del gruppo e dei vissuti delle persone coinvolte. Le tecniche principali sono la visualizzazione, la scrittura creativa, le tecniche di rilassamento, il disegno simbolico, il movimento, l'improvvisazione teatrale.. Esse vengono utilizzate e proposte in modo creativo al fine di stimolare un'autentica espressione del proprio mondo interno. La dimensione ludica sperimentata durante l’attività permette di distaccarsi temporaneamente dai concetti di “giusto e sbagliato”, lasciando spazio a una realtà fatta di simboli, emozioni e fantasia che facilita il manifestarsi di modalità comportamentali nuove, “antiche” o, semplicemente, più spontanee.


    AREE DI INTERVENTO Timidezza / Autostima / Creatività e pensiero laterale / Miglioramento dei rapporti interpersonali / Gestione delle emozioni  / Team building / Prevenzione del disagio / Promozione dell'autoconsapevolezza

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